SIGLA IL MIO AMICO ARNOLD

Il ricco industriale Philip Drummond promette alla domestica di adottare i suoi due figli di colore e di ospitarli nella sua casa di Park Avenue dopo che lei sarà morta. Non l’avesse mai fatto: i due ragazzini si rivelano due pesti, in particolare il piccolo Arnold di otto anni. Ma con il passare del tempo, i due fratellini imparano a fidarsi del patrigno e a conoscere Kimberly, la figlia naturale di Drummond. Se Todd Bridges veste i panni del tredicenne fratello coscienzioso Willis, Charlotte Rae indossa quelli della governante tuttofare Mrs. Edna Garrett, che in seguito lascia la sitcom per dar vita allo spin-off L’albero delle mele: il suo posto viene preso dapprima da Adelaide Brubaker, quindi da Pearl Gallagher. Coleman, il vero mattatore della serie, capace di intenerire o di fulminare grazie a una mimica da attore adulto, ha cominciato a recitare nella serie all’età di dieci anni, ma per una malattia congenita la sua crescita fisica si è arrestata facendolo apparire per sempre bambino. Lungo i 189 episodi, la serie creata da Jeff Harris, Bernie Kukoff e Herbert Kenwith tocca temi anche seri come la pedofilia e la droga (in una puntata dove compare in un cameo Nancy Reagan). Dopo alcune stagioni il signor Drummond s’innamora di Maggie McKinney (interpretata prima da Dixie Carter, quindi da Mary Mobley): dopo averla sposata, suo figlio Sani (Danny Cooksey) va a vivere sotto lo stesso tetto di Arnold, dando vita ad inevitabili contrasti comici. La futura popstar Janet Jackson appare più di una volta nelle vesti di Charlene Dupree, la ragazza di Willis; Muhammed Ali è la guest-star di un episodio. Tra i “tormentoni” emerge quel “che diavolo stai dicendo?” che esprime lo stupore di Arnold; il confidente di quest’ultimo, più che il fratello Willis, si rivela essere Abramo: un pesciolino rosso che non sempre la pensa come Arnold. Il tris di protagonisti teenager ha fatto parlare di sé anche dopo la chiusura della serie: Gary Coleman ha intentato causa ai genitori e al manager per aver condotto male i suoi affari e per aver dilapidato il capitale, e oltrepiù è stato condannato a 90 giorni di carcere per aver preso a pugni un fan che gli chiedeva l’autografo; Dana Plato, dopo aver abbandonato il telefilm perché incinta, posò per “Playboy” poco più che maggiorenne e venne arrestata per furto prima di intraprendere il tunnel della droga che l’ha uccisa nel maggio del 1999, a soli 34 anni; Todd Bridges, anch’egli dedito ad alcol e droga dopo la fine del serial, è stato condannato per porto abusivo di armi e per aver accoltellato un suo inquilino. Oltre allo spin-off L’albero delle mele (1979), la serie ha dato vita ad un cross-over con Hello, Larry (1979, inedito in Italia), in cui Drummond acquista un network radiofonico di Portland per aiutare economicamente il protagonista – Larry Adler – un suo ex compagno d’armi: in realtà la “mossa” doveva servire all’Nsc per convogliare più pubblico sulla sit-com ambientata in Oregon.

SIGLA IL MIO AMICO ARNOLDultima modifica: 2008-12-03T17:57:00+01:00da diavolodelmare
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